ESERCIZIO Digital Morphology 2101DM

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    Corbella Marco
    Amministratore del forum

    Apertura 02/02/2021
    È presentato il caso di una paziente ematologica ambulatoriale di 62 anni, con anemia e lieve leucocitosi. I suoi valori ematologici sono: HB 96 g/L, WBC 106 x109/L, Piastrine 348 x109/L.
    Alla lettura dello striscio di sangue periferico si evidenziano linfociti con aspetto neoplastico, di piccole e medie dimensioni. La cromatina presenta aree scure condensate ed aree più chiare. Il nucleo è di forma variabile, talora clivato o lobulato. Il citoplasma è per la maggior parte scarso e non granulato, con una colorazione grigio/blu, mentre nelle cellule più piccole non è visibile. Le ombre nucleari sono evidenti. Le piastrine non presentano anomalie quantitative o morfologiche. Le cellule mieloidi sono presenti ed includono neutrofili, monociti ed alcuni metamielociti senza particolari atipie morfologiche. La presenza di queste cellule suggerisce una buona funzionalità midollare.
    Anche se l’attenzione è richiamata principalmente dai linfociti, i globuli rossi non devono essere ignorati. Sono evidenti emazie policromatiche di grandi dimensioni. Questo tipo di colorazione si riscontra quando i globuli rossi sono rilasciati precocemente dal midollo osseo, e riflette la presenza nel citoplasma di ribosomi residui che continuano a sintetizzare emoglobina. Le dimensioni aumentate delle emazie sono invece associate ad un processo maturativo ancora in corso. Gli eritrociti più maturi mostrano una varietà di forme e dimensioni, inclusi alcuni dacriociti, echinociti e occasionali cellule con punteggiatura basofila. Tuttavia, l’aspetto predominante è quello sferocitico.
    Per visualizzare alcuni approfondimenti sulla morfologia della CLL visitare il sito: https://haematologyetc.co.uk/Chronic_lymphocytic_leukaemia
    Per ulteriori informazioni sugli sferociti: https://haematologyetc.co.uk/Spherocytes
    La maggior parte degli utilizzatori ha effettuato una selezione eccellente di caratteristiche: linfocitosi, policromasia e ombre nucleari. Questi elementi hanno correttamente guidato l’88% dei partecipanti a concludere la diagnosi di leucemia linfatica cronica (CLL). Un ulteriore 7% ha descritto il caso come disordine linfoproliferativo e la quasi totalità dei partecipanti ha riconosciuto un disordine neoplastico piuttosto che una condizione reattiva.
    In riferimento ai globuli rossi, nonostante il 90% degli utilizzatori abbia selezionato la policromasia, non tutti hanno tenuto in considerazione questa caratteristica per le conclusioni finali. Più del 40% dei partecipanti ha correttamente riportato gli sferociti i quali, in associazione alla policromasia, supportano l’evidenza di un processo emolitico in corso. La combinazione di queste caratteristiche delle popolazioni linfoidi ed eritrocitarie è classica per la diagnosi morfologica della leucemia linfatica cronica con associato un processo emolitico autoimmune (CLL+AIHA), di non raro riscontro in questa patologia.
    È importante avere presente questa complicanza della LLC, in quanto può determinare una anemizzazione grave in tempi brevi. La terapia disponibile per contrastare il danno autoimmune ha ottime probabilità di successo nonostante la malattia ematologica di base.

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