ESERCIZIO Blood Films for Morphology 2005FB

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    Corbella Marco
    Amministratore del forum

    Apertura 03/08/2020 Chiusura 13/08/2020
    CASO 1 – Striscio 2005FB1 – E’ stato presentato il caso di una donna di 89 anni con diagnosi di leucemia prolinfocitica a cellule T (T-PLL) che si presenta con marcata leucocitosi, lieve anemia e moderata piastrinopenia. Come evidenziato dalla maggior parte dei partecipanti i Linfociti presentano aspetto prolinfocitoide, in particolare si presentano di medie dimensioni, con citoplasma basofilo e “blebs” citoplasmatici; proprio la presenza di “blebs” citoplasmatici, fra i commenti non codificati, è stato quello inserito più frequentemente. Fra tutti i partecipanti che hanno inserito un’ipotesi diagnostica, il 51% ha suggerito la possibilità o la verosimiglianza ad una T-PLL, mentre il 41% ha proposto una B-CLL, probabilmente considerando l’ampia prevalenza di ombre nucleari. Ma in questo caso, come frequentemente accade, l’analisi morfologica da sola non può portarci ad una diagnosi precisa, infatti solo integrandola con l’informazione derivante dall’immunofenotipo (Linfociti CD3+ CD4+ D8-) si può giungere ad una diagnosi più accurata.
    CASO 1 – Striscio 2005FB2 – E’ stato presentato il caso di un uomo di 85 anni affetto da leucemia linfatica cronica B (B-CLL) che è stato in trattamento con Idelalisib e Ibrutinib. Attualmente presenta lieve anemia e trombocitopenia. La netta maggioranza dei partecipanti ha riconosciuto nella linfocitosi l’aspetto morfologico predominante. Nel preparato era inoltre presente una popolazione cellulare meno numerosa, rappresentata da elementi atipici nucleolati, con abbondante citoplasma e nucleo occasionalmente convoluto, questi sono stati categorizzati dai partecipanti in modo eterogeneo (blasti, prolinfociti o cellule mononucleate atipiche) evidenziando come l’assenza di informazioni cliniche possa dare origine ad interpretazioni diverse dei medesimi difetti morfologici. La corretta categorizzazione di questi elementi è stata possibile solo dopo l’esecuzione dell’immunofenotipo che ha dimostrato per tutti i linfociti presenti le caratteristiche di una normale B-CLL con però l’espressione del marcatore di aggressività CD38. Inoltre, dalla biopsia osteo-midollare non è stata evidenziata alcuna progressione verso una malattia ad alto grado (es. aree di DLBCL). E’ noto che la terapia possa in qualche caso modificare l’aspetto morfologico e la numerosità degli elementi nucleolati nella B-CLL, come evidentemente è avvenuto in questo caso.

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