FlowAssessment Open Forum › Forum › UK NEQAS FOR BLOOD TRANSFUSION LABORATORY PRACTICE – Traduzioni Dr. Francesco Bennardello › ESERCIZIO 25E7 & 25ANT3
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Corbella Marco
Amministratore del forumApertura 21/07/2025 Chiusura 31/07/25
ESERCIZIO 25E7
SCREENING ANTICORPALE: Nessun errore in questo esercizio
IDENTIFICAZIONE ANTICORPALE: Cinque laboratori hanno commesso un errore ciascuno.
Quattro laboratori hanno commesso errori per il Paziente 2 (anti-Fya+K), tutti registrando correttamente la presenza dell’anti-Fya.
Tre non hanno registrato la presenza di un secondo anticorpo, il quarto ha erroneamente identificato la seconda specificità come anti-E.
Un laboratorio ha fatto un errore per il Paziente 4 (anti E) registrando anti c+/-E, sicuramente per un errore di inserimento dei dati.ESERCIZIO 25ANT3
È stato fornito un campione di plasma (Campione 1) insieme a uno scenario clinico in cui il campione era stato prelevato da una donna a 12 settimane di gestazione alla sua prima gravidanza. È stata data l’informazione che il campione conteneva un anti-E e che il partner della donna era risultato omozigote per l’antigene E. La storia ostetrica della donna è G1 P0.
Ai laboratori è stato chiesto di titolare l’anti-E nel Campione 1 utilizzando cellule provenienti dalle loro scorte locali di reagenti.
Precedenti esercizi UK NEQAS ANT hanno dimostrato che, durante la titolazione dell’antigene E, la percentuale di laboratori che utilizzano una cellula eterozigote è intorno all’80%; questo è stato osservato anche in questo esercizio (82,5%). Questo dato è paragonabile alla titolazione dell’antigene K, in cui la percentuale di laboratori che utilizzano cellule eterozigoti è normalmente intorno al 90%. Secondo le attuali linee guida BSH, le cellule utilizzate per la titolazione dovrebbero avere un’espressione eterozigote; questo rappresenterà la zigosità di tutte le cellule fetali che esprimono l’antigene di interesse e quindi fornirà una rappresentazione più accurata della reattività. Le linee guida BSH affermano inoltre che ” dovrebbero essere utilizzate cellule reagenti progettate per l’uso nella titolazione quando altre cellule reagenti non sono adatte”. È possibile che i laboratori utilizzino le cellule già disponibili nei pannelli e negli screening anticorpali. In queste esercizi è normale osservare una maggiore variabilità dei risultati quando si utilizza un antigene E rispetto a un antigene K. Potrebbe essere che questo sia influenzato dal maggiore utilizzo di cellule omozigoti durante la titolazione dell’anti-E. -
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